LA CONSEGNERANNO QUESTA VOLTA?

Sedriano è il primo Comune in Lombardia sciolto per mafia...


 

 

LA CONSEGNERANNO QUESTA VOLTA?

Sedriano è il primo Comune in Lombardia sciolto per mafia (ANSA) - ROMA, 3 APR - Dal Tar del Lazio arriva un nuovo ordine al Ministero dell'Interno di depositare, entro un mese, tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Sedriano (Milano), il primo in Lombardia sciolto dal governo per infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo ha deciso con un'ordinanza il consigliere delegato della I sezione del Tribunale amministrativo, Anna Bottiglieri, con riferimento a un ricorso con il quale cinque ex amministratori (l'ex vicesindaco, due ex assessori e due ex consiglieri comunali, tutti del centrodestra) contestano il decreto con il quale il Presidente della Repubblica, il 21 ottobre 2013, sciolse il Comune nominando una Commissione straordinaria per la gestione, nonché  tutti gli atti preparatori e presupposti, ovvero la proposta del Ministro dell'interno, la delibera del Consiglio dei ministri e la relazione prefettizia.

 Già il 16 gennaio scorso, il Tar ordinò a Ministero, Presidenza del Consiglio e Prefettura di consegnare tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento. A febbraio però, il Ministero dell'Interno sollevò questioni relative alle modalità di adempimento dell'ordine. Adesso, il nuovo ordine da parte dei giudici. "Ritenuto di dare atto che gli atti intervenuti nel procedimento per cui è causa, ovvero la relazione prefettizia, la relazione della commissione di indagine, il parere del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, costituiscono provvedimenti la cui conoscenza è  propedeutica alla difesa in giudizio della parte ricorrente nell'ambito dell'odierna controversia" – si legge nella nuova ordinanza – e "considerato, al contempo, che i provvedimenti di cui sopra sono documenti classificati come 'Riservato'", il Tar ha confermato l'ordine di produrre tutti gli atti necessari "in versione integrale", con l'avvertenza che la conservazione e il fatto di mostrarle alle altre parti in giudizio sono sottoposti alle cautele previste dalla legge, e che la loro conoscenza sarà "circoscritta allo stretto ambito processuale".

(ANSA).

 

COMMENTO: ..”Costituiscono provvedimenti la cui conoscenza è propedeutica alla difesa in giudizio della parte ricorrente …..  Per la seconda volta i giudici del Tar Lazio ordinano al Ministero degli Interni di  consegnare i documenti richiesti dal lontano  16 gennaio e che, fino ad oggi , ostinatamente e  volutamente, si cerca di non  far conoscere nella loro interezza.  Perché? Per il semplice motivo che questo  scioglimento degli organi  eletti  del  Comune di Sedriano  è frutto di una decisione scellerata,  che niente ha che fare con le motivazioni  addotte. Ma vi sembra  normale che per poter esercitare la propria legittima difesa,  contro  un provvedimento che incide enormemente sulla propria vita e su quella di moltissime altre persone,  si debba aspettare mesi e mesi e,  addirittura, non aver certezza di poter vedere quello per cui si è accusati? Siamo davanti alla prepotenza e all’arroganza di un potere burocratico  che si avvale di una presunta impunità  infinita e insolente.  I documenti richiesti dal Tar, causando lo scioglimento  dell’assise eletta,  hanno contribuito  a gettare nella spazzatura migliaia di voti di cittadini liberi , espressi  in modo democratico,  e producendo un boom  mediatico rilevante  a livello  nazionale , facendo esclamare  : “il primo consiglio comunale sciolto per mafia in Lombardia” e, quindi, “ rassicurando”  che  con l’Expo alle porte la lotta alla criminalità organizzata è vittoriosa , con buona pace di tutti  e con l’organizzazione di  tavole rotonde a iosa da parte dei soliti  commentatori di “professione antimafia” e degli pseudo giornalisti eroi per antonomasia. Gli autori della relazione” riservata” , di cui abbiamo già avuto piena conoscenza per ordine  di un altro giudice,  sono  burocrati prefettizi : Anna Pavone, Antonino Costa e Natale Maione.  Presto dimostreremo le l molte falsità, deduzioni  arbitrarie e ipotesi fantasiose  contenute nel loro  “lavoro”.

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